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VITERBO - PIAZZA DELLA ROCCA

VITERBO - PIAZZA DELLA ROCCA

La città de "Il Vigile". Sulle strade di Otello Celletti

Il Palazzo Grandori, Piazza della Rocca e l’omonima fontana sono il palcoscenico che in I vitelloni (1953) di Federico Fellini raccoglie gli sfoghi, tra l’autocritico e l’etilico, di un Alberto Sordi in abiti femminili reduce da un veglione carnevalesco.

Oltre a questa sequenza, Piazza della Rocca fa da sfondo agli incipit di L’amico del giaguaro (1959), un film comico con Walter Chiari diretto dal viterbese d’adozione Giuseppe Bennati, e di Mia moglie torna a scuola (1981) di Giuliano Carnimeo, una commedia interpretata da Carmen Russo.

Appena fuori da questo scenario, tra Porta Fiorentina, che introduce a Piazza della Rocca, e il contiguo Piazzale Gramsci, il regista Luigi Zampa gira una sequenza (l’ingorgo causato dall’incapace poliziotto urbano) di Il vigile (1960), film quasi interamente girato in esterni nella città di Viterbo (ad eccezione di poche scene ambientate a Frascati e in una scuola antincendio di Roma).

Ispirata a un fatto di cronaca avvenuto nella capitale l’anno prima (un vigile motociclista, Ignazio Melone, reo di aver elevato una multa al questore Carmelo Marzano, finisce a sua volta condannato), la pellicola di Zampa trova a Viterbo, dopo che per motivi politici il comune di Roma rifiuta le autorizzazioni per realizzarlo in loco e grazie al suggerimento dell’aiuto regista originario viterbese Paolo Bianchini, una location adatta.

La tragicomica epopea del vigile motociclista Otello Celletti, interpretato da un grande Alberto Sordi, riprende, con qualche modifica (al posto del questore troviamo un sindaco, il capostipite non è un pregiudicato bensì un falso eroe di guerra, eccetera), molte delle reali vicissitudini di Ignazio Melone.

La lotta che oppone il vigile Celletti al sindaco (Vittorio De Sica) si dipana tra piazze (Piazza San Faustino, Piazza Fontana Grande, Piazza del Plebiscito) e vie (via San Lorenzo) del centro storico di Viterbo, fino ad arrivare alle frazioni di La Quercia e Bagnaia (le celebri sequenze della “curva della morte”).

Piazza della Rocca, Viterbo