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NEPI

L'armata Brancaleone

NEPI

Brancaleone e altre storie

La città di Nepi, grazie all’acquedotto romano, la Rocca dei Borgia e i Bastioni Farnesiani, è sempre stata, sin dagli anni 40 del 900, una location ideale per film di tutti i generi.

All’ombra dei superbi archi dell’acquedotto romano hanno azionato la macchina da presa registi come Alessandro Blasetti (La corona di ferro, 1941) e Nino Manfredi (Per grazia ricevuta, 1971).

Mario Monicelli, riconosciuto maestro della commedia all’italiana, ha girato a Nepi, utilizzando come location sia l’acquedotto che la Rocca dei Borgia e i Bastioni Farnesiani, il prologo e alcune sequenze del suo capolavoro L’armata Brancaleone (1966), nonché una scena del sequel Brancaleone alle crociate (1970).

Riccardo Freda, abile regista di film avventurosi e mitologici, al contrario sceglie la Rocca dei Borgia come location per il melodrammatico Beatrice Cenci (1956).

Ambientato agli albori del 900 in una pittoresca Roma rionale e interpretato da un Adriano Celentano che si esprime in vernacolo romano, Er Più - Storia d’amore e di coltello (1971) di Sergio Corbucci include tra le location l’acquedotto romano, i Bastioni Farnesiani e la centrale via Matteotti.

Per Storia di fifa e di coltello - Er seguito der Più (1972), sequel parodia del film di Corbucci interpretato dalla coppia Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, il regista Mario Amendola ripropone le stesse location del prototipo aggiungendone di nuove (la Chiesa di San Pietro e Via Celsi). Il Palazzo Comunale e Piazza del Comune ricorrono spesso come location nei film girati a Nepi.

Storia di amore e disoccupazione, la commedia Gli scontenti (1960) di Giuseppe Lipartiti, quasi interamente girata a Nepi e dintorni, annovera belle inquadrature del Palazzo Comunale e Piazza del Comune.

Il film che valorizza maggiormente Nepi è tuttavia Gli ultimi saranno ultimi (2015) di Massimiliano Bruno, che riprende con grande perizia il Palazzo Comunale, Piazza del Comune, le vie del centro e il caratteristico Palio dei Borgia.

Il Palazzo Comunale, Piazza del comune e Nepi inquadrata dall’alto, che nella finzione si trasforma nell’immaginario comune di Villalba, compaiono frequentemente come location nelle quattro stagioni (2012-2017) della serie televisiva Le tre rose di Eva.

Una location particolare è infine costituita dalle catacombe di Santa Savinilla, in cui sono state girate sequenze del drammatico Todo modo (1976, tratto dall’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia) di Elio Petri e dell’horror Antropophagus (1980) di Aristide Massaccesi.

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